Analisi dinamica degli effetti dell'irraggiamento sui componenti trasparenti. Confronto col metodo semi-stazionario. Parte 1

Come facilmente intuibile una delle principali differenze tra metodo semi-stazionario medio mensile e metodo dinamico orario consiste nel passo temporale con cui i carichi di irraggiamento vengono calcolati.

Il metodo semi stazionario secondo UNI TS 11300 prevede un singolo calcolo degli apporti solari per ogni mese dell’anno, partendo da dati giornalieri medio mensili contenuti nelle tabelle della norma UNI 10349. Questo approccio non permette di simulare gli effetti diurni del sole dalla sua levata al suo tramonto.

Il metodo orario secondo UNI EN ISO 52016 utilizza come dati iniziali per il calcolo degli apporti solari, i valori orari di radiazione solare, permettendo di simulare anche gli effetti di cambio intensità della radiazione solare durante il giorno e gli effetti notturni che si hanno quando la radiazione solare si annulla.

Come noto, gli apporti solari hanno effetto sia sui componenti opachi che sui componenti trasparenti, nel confronto tra metodo dinamico e metodo semi-stazionario trattato in questo articolo verranno considerati solo i carichi di irraggiamento incidenti sui componenti trasparenti.

Le equazioni che determinano i carichi di irraggiamento previste dalla UNI TS 11300-1 e dalla UNI 52016-1 sono molto simili e differiscono solo per la parte evidenziata in azzurro:

Carico Irraggiamento di un componente vetrato, k relativo ad un mese specifico, m secondo UNI/TS 11300-1:

Carico Irraggiamento di un componente vetrato, wi relativo ad un'ora specifica, t secondo UNI EN ISO 52016-1:

  

è il fattore di riduzione per ombreggiatura relativo ad elementi esterni per l’area di captazione solare effettiva della superficie k-esima
è l’irradianza solare media mensile, sulla superficie k-esima, con dato orientamento e angolo d’inclinazione sul piano orizzontale calcolata secondo appendice C della UNI 10349
è il fattore di riduzione degli apporti solari relativo all'utilizzo di schermature mobili
 è la trasmittanza di energia solare della parte trasparente del componente
 è la frazione di area relativa al telaio, rapporto tra l’area proiettata del telaio e l’area proiettata totale del componente finestrato
è l’area proiettata totale del componente vetrato (l'area del vano finestra)
è l’irradianza solare diffusa, sulla superficie trasparente wi, con dato orientamento e angolo d’inclinazione sul piano orizzontale calcolata secondo appendice A della UNI 10349
è l’irradianza solare diretta, sulla superficie trasparente wi, con dato orientamento e angolo d’inclinazione sul piano orizzontale calcolata secondo appendice A della UNI 10349
è il fattore di ombreggiamento del metodo dinamico.

 

Nel dettaglio le differenze tra le equazioni sono le seguenti:

Metodo Semi-stazionario secondo UNI TS 11300 Metodo Dinamico secondo UNI EN ISO 52016-1
Il valore dell’irradiazione sulla superficie è ottenuto dalla procedura di calcolo prevista nell’Appendice C della UNI 10349 – Calcolo a partire dai dati medi mensili dell’irradiazione solare media mensile ricevuta da una superficie fissa comunque inclinata ed orientata. I valori dell’irradiazione diretta e diffusa sulla superficie vengono calcolati con la procedura di calcolo prevista nell’Appendice A della UNI 10349 – Metodi per ripartire l’irradianza solare oraria nella frazione diretta e diffusa e per calcolare l’irradianza solare su di una superfice comunque inclinata ed orientata con modello di cielo isotropo
Il valore dell’irradiazione è dato dalla somma della componente di irraggiamento diretta e di quella diffusa quindi il fattore di riduzione per ombreggiatura va ad incidere anche sull’ irraggiamento diffuso I valori dell’irradiazione diretta e diffusa sulla superficie non vengono sommati e mantenuti distinti perché il fattore di riduzione per ombreggiatura viene applicato alla sola componente diretta dell’irraggiamento
Il fattore di riduzione per ombreggiatura viene ottenuto dalle tabelle presenti nell’Appendice D della norma UNI TS 11300-1 Il fattore di riduzione per ombreggiatura viene ottenuto dalla procedura di calcolo prevista dell’Allegato E della UNI 52016-1

 

Come edificio per svolgere il confronto tra i due metodi di calcolo è stato preso in considerazione la struttura di geometria cubica descritta nell’articolo precedente. Per questo esempio è stato ipotizzato che tale edificio sia ubicato a Roma e che abbia le pareti verticali orientate sui punti cardinali, si ipotizza inoltre che per ogni parete sia stata collocata la stessa tipologia di finestra avente le seguenti caratteristiche:

 

Tipo Finestra Finestra Singola
Larghezza 0,7 m
Altezza 1,2 m
Numero Ante 1
Area del Vetro 0,66 m²
Area del Telaio 0,18 m²
Numero Lastre trasparenti 2
Trasmittanza termica 1,809 W/m² K
Trasmittanza solare, ggln 0,67 (Doppio Vetro Basso Emissivo)

 

Prima di applicare entrambi i metodi e confrontare risultati è interessante valutare se i dati climatici di irraggiamento messi a disposizione, a parità di località di riferimento, siano simili se ricondotti allo stesso periodo di tempo.

I dati del metodo semi-stazionario sono valori di irradiazione solare giornaliera media mensile su piano orizzontale contenuti nella UNI 10349 ed espressi in MJ/m², mentre i dati del metodo dinamico provengono dall’archivio messo a disposizione dal CTI e ottenuti con la collaborazione dell’Enea e il MISE, sono valori orari di radiazione solare su piano orizzontale espressi in W/m².

Per il confronto è stato scelto di ricondurre tutti i dati in valori di irradiazione mensile espressi in MJ/m²; pertanto, entrambi i dati climatici sono stati convertiti con le seguenti procedure:

  • Per quanto riguarda i dati del metodo dinamico il primo passo consiste nel convertire la radiazione solare oraria in irradiazione. Sapendo che il metodo dinamico ha passo temporale orario è facile intuire che tutti i valori di potenza espressi in W, se integrati nell’intervallo di tempo orario, possono essere intesi come valori di energia espressi in Wh. Per ottenere i valori di irradiazione mensile del metodo dinamico sarà sufficiente sommare i valori orari di radiazione solare suddividendoli nei mesi dell’anno e moltiplicare tali i risultati per 0,0036 che è il fattore di conversione da Wh a MJ.
  • Per convertire l’irradiazione solare giornaliera media mensile del metodo semi-stazionario in valori mensili è sufficiente moltiplicare i valori giornalieri medio mensili per il numero di giorni presenti nel mese.
ROMA Metodo Dinamico Metodo Semistazionario
Mese Irradiazione [Wh/m²] Irradiazione Mensile [MJ/m²] Irradiazione Giornaliera [MJ/m²] Irradiazione Mensile [MJ/m²]
Gennaio 54550,9 194,4 6,3 195,3
Febbraio 70503,1 253,8 9,0 252,0
Marzo 113903,6 410,1 13,3 412,3
Aprile 155612,0 560,2 18,7 561,0
Maggio 184802,4 665,3 21,5 66,5
Giugno 212899,2 766,4 25,5 765,0
Luglio 238827,9 859,8 27,7 858,7
Agosto 197825,7 712,2 22,9 709,9
Settembre 142564,4 513,2 17,1 513,0
Ottobre 101412,7 365,1 11,8 365,8
Novembre 59325,8 213,6 7,1 213,0
Dicembre 52120,6 187,6 6,1 189,1
Totale 1584348,3 5703,7 187,0 5701,6

 

Come si nota i valori di irradianza tra i due metodi sono analoghi e pertanto è presumibile che l’archivio dei dati medio mensili sia stato creato utilizzando i dati orari messi ora a disposizione del metodo dinamico.

Osservato che i dati climatici di entrambi i metodi, sono probabilmente ricavati dallo stesso archivio climatico, è possibile confrontarli suddividendo i risultati di ogni componente trasparente per mese. 

 

Dall’analisi dei grafici è possibile notare che per i componenti posti a EST ed OVEST l’irradiazione del metodo semi-stazionario è sempre maggiore di quella ottenuta col metodo dinamico.

Per il componente posto a SUD l’irradianza nel metodo semi-stazionario è di molto maggiore nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, ottobre, novembre e dicembre mentre nei restanti mesi tende ad allinearsi con i valori ottenuti col metodo dinamico.

Per il componente esposto a NORD si ha un comportamento opposto di quello riscontrato con quello esposto a SUD, si nota infatti che l’irradianza nel metodo semi-stazionario è di molto maggiore nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto mentre nei restanti mesi tende ad allinearsi con i valori ottenuti col metodo dinamico.

Andando a tabellare l’apporto totale per irraggiamento dei due metodi, possiamo notare una differenza massima in alcuni mesi anche superiore al 110%, la differenza annuale si attesta attorno al 50% e quindi l’irradiazione del metodo semi-stazionario è sempre maggiore del metodo dinamico.

Mese

Irradiazione 
Metodo Dinamico 
[MJ /m²]

Irradiazione 
Metodo Semi-stazionario 
[MJ/m²]

Scostamento 
Semi-Stazionario
dal Dinamico

Gennaio 142,51 288,61 103%
Febbraio 179,35 321,30 79%
Marzo 274,41 434,21 58%
Aprile 354,45 481,22 36%
Maggio 398,77 554,64 39%
Giugno 429,48 615,46 43%
Luglio 468,97 686,75 46%
Agosto 419,18 605,30 44%
Settembre 334,47 500,42 50%
Ottobre 254,07 433,82 71%
Novembre 154,67 300,43 94%
Dicembre 135,56 296,19 118%
Anno 3545,88 5518,35 56%

 

Ripetendo la stessa analisi per altre città d’Italia si ottiene sempre lo stesso risultato, ossia uno scostamento avente un valore medio che si aggira sempre intorno al 50% e sempre con valori di irraggiamento del metodo semi-stazionario maggiore del metodo dinamico.

  Differenza Massima Differenza Minima Differenza sul Totale
Verona 143 38 54
Milano 116 36 51
Torino 116 40 52
Firenze 155 34 58
Roma 118 36 56
Bari 89 36 50
Napoli 115 27 52
Palermo 44 30 36
Catania 48 -4 24
    Media 48

 

Un’ulteriore differenza tra metodo semi-stazionario e metodo dinamico si ha nel calcolo del fattore di ombreggiamento. Come anticipato il calcolo orario utilizza il metodo previsto nell’allegato E della UNI EN ISO 52016 che permette di simulare, in funzione della posizione del sole, come l’ombra di un aggetto o ostruzione vada a ridurre l’area del componente trasparente esposta alla radiazione diretta. Lo vedremo meglio nel prossimo articolo.

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